Approfondimento
1. Deflussi istituzionali e pressioni macroeconomiche
Negli ultimi due settimane gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato deflussi netti per circa 910 milioni di dollari, di cui 228,6 milioni nella scorsa settimana (Decrypt). Queste vendite si inseriscono in un contesto in cui l’inflazione CPI statunitense di settembre ha raggiunto il 3,7%, superando le previsioni. Il dato ha riacceso i timori che i tassi d’interesse restino elevati più a lungo e ha ridotto la propensione al rischio degli investitori.
Cosa significa: la domanda istituzionale si è indebolita. Viene così meno un importante gruppo di acquirenti e aumenta la pressione di vendita nel breve periodo.
Cosa tenere d’occhio: i dati giornalieri sui flussi degli ETF. Una ripresa costante degli afflussi sarebbe un segnale positivo.
2. Rottura tecnica e conferma dei volumi
Bitcoin è sceso sotto la media mobile semplice a 7 giorni (82.160 $) e quella a 30 giorni (83.528 $), segnalando un indebolimento del momentum nel breve e medio periodo. L’RSI, a 46,07, indica un momentum neutrale ma debole. L’aumento del 52,5% dei volumi di scambio nelle 24 ore, fino a 17,26 miliardi di dollari, conferma però che il calo è stato accompagnato da vendite consistenti.
Cosa significa: la discesa sotto questi livelli chiave ha spinto altri trader, che seguono il momentum, a vendere.
Cosa tenere d’occhio: un ritorno sopra 82.905 $, il valore della media mobile esponenziale a 20 giorni, potrebbe indicare un’attenuazione della pressione ribassista.
3. Prospettive a breve termine
Il prossimo evento importante è la riunione della Federal Reserve del 27–28 ottobre, che potrebbe fornire indicazioni più chiare sull’andamento dei tassi d’interesse. Sul piano tecnico, Bitcoin sta mettendo alla prova un livello di supporto cruciale.
Scenario: se Bitcoin resterà sopra 80.000 $, livello psicologico importante e recente minimo di oscillazione, potrebbe consolidarsi tra 80.000 $ e la media mobile esponenziale a 20 giorni, intorno a 82.905 $. Una chiusura giornaliera sotto 80.000 $ potrebbe invece innescare una correzione più profonda, verso il livello di ritracciamento di Fibonacci del 78,6%, a 78.611 $.
Cosa significa: nel brevissimo periodo la tendenza è ribassista, ma mantenere il supporto a 80.000 $ è fondamentale per evitare un calo più marcato.
Cosa tenere d’occhio: il supporto a 80.000 $ e le eventuali indicazioni più o meno restrittive dei rappresentanti della Fed prima del periodo di silenzio che precede la riunione.
Conclusione
Prospettive di mercato: pressione ribassista
Il calo di Bitcoin è dovuto sia alle prese di profitto degli investitori istituzionali tramite gli ETF sia alla rottura di livelli tecnici importanti. I timori legati a un’inflazione persistente hanno amplificato entrambe le pressioni. Nel complesso, la tendenza resta al ribasso finché i flussi verso gli ETF non tornano positivi o il prezzo non supera una resistenza chiave.
Da tenere d’occhio: Bitcoin riuscirà a difendere il supporto a 80.000 $ prima della decisione della Fed, oppure una rottura al ribasso innescherà una nuova ondata di liquidazioni?