Approfondimento
1. Pressioni macroeconomiche: rendimenti e tensioni geopolitiche
Il calo di Bitcoin è in linea con la flessione dello 0,63% della capitalizzazione complessiva del mercato delle criptovalute, dovuta a condizioni finanziarie più ampie. Di recente, il rendimento dei Treasury statunitensi a 10 anni ha superato il 5,29% (CoinDesk) e il prezzo del petrolio Brent è salito oltre i 96 $ a causa delle tensioni in Medio Oriente (Bitcoin.com). Rendimenti più elevati rendono gli asset che pagano interessi più appetibili rispetto a Bitcoin. Inoltre, l’aumento del prezzo del petrolio alimenta i timori di inflazione e la possibilità di una politica monetaria più restrittiva.
Cosa significa: nel breve periodo, Bitcoin si sta comportando come un asset sensibile ai tassi d’interesse e il suo slancio è frenato dalle dinamiche macroeconomiche tradizionali.
Da seguire: la pubblicazione dei dati sull’inflazione PCE statunitense, prevista per oggi, 30 settembre, che influenzerà le aspettative sulle prossime decisioni della Federal Reserve.
2. Prese di profitto e rallentamento della domanda di ETF
Non è emerso un fattore specifico legato a Bitcoin che spieghi il calo. Il movimento sembra piuttosto dovuto alle prese di profitto dopo il rialzo che, a fine settembre, aveva portato Bitcoin a 87.374 $. Nel frattempo, il 28 settembre gli afflussi netti giornalieri negli ETF spot statunitensi su Bitcoin sono rallentati bruscamente a 31 milioni di dollari, rispetto ai quasi 1 miliardo della settimana precedente (Bitcoin.com). Il dato segnala una pausa temporanea negli acquisti istituzionali più intensi.
Cosa significa: gli investitori di breve periodo stanno incassando i guadagni e il sostegno degli investitori istituzionali, pur restando positivo, si è fatto meno deciso.
3. Prospettive di mercato a breve termine
Il fattore immediato da seguire è il dato sull’inflazione PCE. Se indicherà un rallentamento dell’inflazione, la pressione sui rendimenti potrebbe diminuire e Bitcoin potrebbe avvicinarsi alla resistenza di 85.500 $. Se invece l’inflazione resterà elevata, aumenterà il rischio di una discesa sotto il supporto chiave a 82.600 $, con un possibile test di 81.000 $. I dati sui derivati mostrano un ridimensionamento della leva finanziaria: l’interesse aperto è in calo e le liquidazioni si sono dimezzate, riducendo il rischio di movimenti bruschi e disordinati.
Cosa significa: il mercato è in una fase di attesa. La fascia di prezzo attuale offre livelli chiari per valutare la prossima direzione.
Da seguire: verificare se Bitcoin riesce a mantenersi sopra la fascia di supporto tra 82.600 e 83.000 $ in chiusura giornaliera.
Conclusione
Prospettive di mercato: consolidamento neutrale
Bitcoin sta consolidando i recenti guadagni in un contesto macroeconomico difficile, caratterizzato da rendimenti elevati e rischi geopolitici. Il rallentamento degli afflussi negli ETF rappresenta un ulteriore elemento di cautela.
Punto chiave: dopo la pubblicazione dei dati PCE, Bitcoin riuscirà a difendere il supporto a 82.600 $ o troverà lo slancio necessario per mettere alla prova la resistenza a 85.500 $?